Viaggio di gruppo in pullman: LA VIA DEL PROSECCO

PARTENZA DA SENIGALLIA

Viaggio di gruppo in pullman: LA VIA DEL PROSECCO

Tour sulla Via del Prosecco

Durata: 2 giorni / 1 notte
Prezzo: € 190,00

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Dettagli viaggio

Quota individuale di partecipazione € 190,00

La quota di partecipazione comprende:
– Il viaggio in bus gran turismo dalla località di partenza concordata su uno dei punti di prelievo dei viaggiatori fino allo stesso punto per il ritorno
– II numero minimo dei partecipanti è basato su venticinque persone, e sarà cura dell’organizzatore dare conferma della partenza tre giorni prima della stessa
– Accompagnatrice/accompagnatore dirigerà il tour per l’intera durata
– L’albergo di pernottamento, cena e piccola colazione è un ottimo tre stelle
– Giro panoramico sulla strada del Prosecco fino a Conegliano Veneto
– Visita di Valdobbiadene con assaggio di Prosecco
– Escursione a Refrontolo, Feletto e Mulino della Croda
– Escursione a Valmartino, laghi: Lago e Santa Maria e Vittorio Veneto
– Ingresso al mulino della Croda
– Ingresso Abbazia di Follina
– Guida 1 ora e mezzo a Vittorio Veneto

La quota di partecipazione non comprende:
– Il pranzo del Sabato e della Domenica
– Le mance e gli extra personali
– Le bevande durante la cena in hotel, o in ristorante.

* L’offerta per questo viaggio scade il giorno 27 novembre 2020

Programma di viaggio:

  • Giorno 1 - Conegliano – Valdobbiadene

    Arrivo in orario di pranzo sulla strada ad anello chiamato ‘la Strada del Prosecco’ che proprio per questa caratteristica non ha un vero e proprio inizio. Ne ha però uno di concetto: Conegliano (Conejàn in veneto). Qui è nato il vino che ha reso celebri nel mondo queste terre, qui è stata fondata nel 1876 la prima Scuola Enologica d’Italia. Conegliano dedica circa il 30% del territorio a vigneti, con una dimensione media degli appezzamenti di circa 1 ettaro (ha). Il forte legame con il vino lo si ritrova anche in uno degli eventi più rappresentativi dell’Autunno Coneglianese: la “Festa dell’Uva”, che verso la fine del mese di settembre anima il centro storico. Partendo proprio dal centro storico, un sentiero pedonale si inerpica sulla collina costeggiando resti di antiche mura. Sbucando fuori dal sentiero compaiono imponenti le guglie ghibelline del Castello, edificato tra il XII e il XIV secolo.

    Nella capitale del prosecco si trova il “Museo Manzoni”, un’esposizione dedicata all’agronomo Luigi Manzoni, professore che lavorò nella scuola per 50 anni conducendo i suoi studi sulle piante di vite e sugli incroci e creando vitigni innovativi che portano ancora oggi il suo nome.

    Dopo il pranzo libero, proseguimento per San Pietro di Feletto (San Piero dé Felét in veneto), un delizioso paesino nelle vicinanze, in cui sorge una delle pievi più antiche d’Italia: questa chiesa semplice, ma austera come un’anziana regina, sorse intorno all’anno 1000 e cela al suo interno degli affreschi raffinatissimi. La sua figura imponente domina il territorio circostante, probabilmente era stata progettata in modo che i fedeli la potessero sempre vedere mentre lavoravano nei campi.

    Passeremo anche fra i boschi e torrenti di Refrontolo (Refróntol in veneto) dove uno scorcio, che sembra uscito dalle pagine di una fiaba, nasconde un antico mulino ad acqua del XVI secolo. Funziona ancora, osserva tranquillo il passare dei secoli dal suo angolo di bosco. Il mulino della Croda fu costruito a più riprese e le fondazioni della primitiva costruzione poggiano sulla nuda roccia, appunto la ‘croda’ della montagna. E’ luogo che ha ispirato artisti (numerosi i quadri che lo ritraggono) e poeti; compare in una scena del film del 1977 Mogliamante (con Marcello Mastroianni e Laura Antonelli).

    Chiesette, osterie e pendii ci accompagnano fino a Valdobbiadene (Valdobiàdene in veneto), cuore della produzione del Prosecco, dove la nostra tappa sarà… stappare qualche bottiglia! Visita con degustazione a una delle innumerevoli cantine. Cena e pernottamento in hotel.

  • Giorno 2 - Vittorio Veneto

    Dopo colazione partenza per Vittorio Veneto (Vitorio in veneto). Il percorso è molto semplice: da Valdobbiadene si segue la Strada Provinciale lungo la valle. Nel tragitto molti sono i punti di interesse per alcune soste tra natura e cultura: l’Abbazia di Follina, costruita dai monaci Cistercensi nel XIII secolo con la statua in arenaria della Madonna del Sacro Calice, da sempre oggetto di venerazione e pellegrinaggio. L’antico Castello dei Brandolini, soprannominato Castelbrando, a Cison di Valmartino, dall’atmosfera elegante e carica di storia, da bagnare con un bicchiere dell’ottimo Prosecco locale; laghi di Lago e Santa Maria.

    Vittorio Veneto, sede vescovile da oltre mille anni, Medaglia d’Oro al valor militare per il suo impegno nel periodo della Resistenza, è universalmente nota quale luogo della vittoriosa battaglia finale della Grande Guerra (1915-18).  La sua memoria storica di “Città della Vittoria” è portata avanti con giusta fierezza dal Museo della Battaglia.

    Dopo il pranzo libero, si parte per il ritorno alle rispettive città di partenza in tempo per ora di cena.

    Curiosità: Vittorio Veneto è conosciuta nel mondo non solo per le vicende storiche legate alla Grande Guerra ma anche per alcune invenzioni nate proprio in questa città.

    La bicicletta Graziella: una bicicletta pieghevole, icona del made in Italy degli anni sessanta. La commercializzazione della Graziella, pubblicizzata come “la Rolls Royce di Brigitte Bardot”, contribuì in maniera decisiva a rivoluzionare la percezione comune della bicicletta, che fino agli anni cinquanta era considerata solo come attrezzatura sportiva o come mezzo di trasporto “povero”, e che negli anni del boom economico divenne invece uno status symbol della nuova gioventù benestante.

    I Coriandoli: Ettore Fenderl (Trieste, 12 febbraio 1862 – Vittorio Veneto, 23 novembre 1966) è stato un ingegnere, inventore e filantropo italiano. A lui si deve attribuire l’invenzione dei coriandoli di Carnevale, come lui stesso dichiara in una intervista alla radio del 1957:

    Come ho fatto l’invenzione dei coriandoli di carta è semplice, come semplicissima è l’invenzione stessa. Nel 1876 avevo 14 anni, ero molto precoce, di carnevale volevo fare il “bulo” colle ragazzine; ma non avevo danaro per comperare i confetti di gesso allora in uso. E così mi venne l’idea di prendere carte colorate, farne strisce, e tagliarle colla forbice a triangoli. Misi questi in uno scarrozzo, andai sul pergolo del mio sarto al Corso di Trieste, e li gettai giù sulla folla.”

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